Prezzari

Dal prezzario al preventivo che mandi al cliente

10 settembre 2026

Ok, situazione tipica. Hai il prezzario regionale aperto (Veneto, Lombardia, Lazio, Sardegna, quello della tua zona). Trovi la voce. Guardi il prezzo. E pensi: “lo metto così sul foglio e lo mando”.

Ok, situazione tipica. Hai il prezzario regionale aperto (Veneto, Lombardia, Lazio, Sardegna, quello della tua zona). Trovi la voce. Guardi il prezzo. E pensi: “lo metto così sul foglio e lo mando”.

Poi il cantiere ti mangia. Trasferta, tre viaggi in più, materiale che sprechi, mezza giornata di attesa perché il cliente non ha liberato la stanza. Il prezzo del prezzario era “giusto” sulla carta. Sul tuo conto, no.

Questo pezzo è il passaggio concreto: da voce ufficiale a preventivo che mandi al cliente. Passo passo. Come lo farei io se fossimo al telefono.

Se cerchi prima di tutto come si legge codice, unità e analisi prezzi, c’è già il pezzo su come leggere il prezzario regionale. Qui partiamo da lì e arriviamo al foglio da inviare.

Perché partire dal prezzario

Se ti serve un preventivo da mandare al cliente senza rifare il foglio da zero, fallo gratis qui.

Partire dal prezzario ha senso. Non perché sia il tuo listino, ma perché è un riferimento ufficiale costruito per lavori pubblici: voci tipizzate, unità di misura, prezzi medi (manodopera, materiali, noli, spesso anche spese generali e utile “medi”).

Ti serve quando:

  • un tecnico o un progettista ti parla per codici e tu vuoi allinearti;
  • non hai ancora un prezzo tuo collaudato su quella lavorazione;
  • vuoi un’ancora: “circa sto”, prima di aggiustare per il tuo cantiere.

Non ti serve come fotocopia. Il prezzario ragiona in condizioni medie, opere pubbliche, quantità spesso “di cantiere”. Tu sul privato (o sul piccolo lavoro) hai un’altra storia: pochi metri, accesso scomodo, orari condominiali, cliente che cambia idea a metà.

Quindi: voce ufficiale → quantità tue → pezzi che mancano → utile tuo → testo chiaro per il cliente. Quella è la catena. Saltare un anello è dove si rompe il margine.

Passo 1 — Scegli la voce giusta

Apri il prezzario della Regione del cantiere (o della tua, se lavori lì). Cerca la lavorazione.

Cose da fare sul serio:

  1. Leggi tutta la descrizione. Le prime due righe mentono spesso. “Incluso trasporto fino a 100 m”, “escluso smaltimento”, “fino a 3 m di altezza”: lì si decide se il prezzo ti calza.
  2. Controlla l’unità. m², ml, m³, a corpo, ora. Se sbagli unità, il totale è un’altra partita.
  3. Se c’è l’analisi prezzi, aprila. Capisci se dentro c’è già il nolo, la piattaforma, l’aiutante. Se tu lavori da solo o noleggi diverso, ricalcoli.
  4. Confronta voci vicine. A volte la differenza è solo “incluso/escluso” o “fino a / oltre”. Prendi quella che descrive il tuo intervento, non quella col numero più comodo.

Esempio mentale: scavo di pulizia generica fino a 20 cm (tipo voce Veneto online). Se tu hai da scavare più fondo, o trasportare più lontano, o smaltire in discarica a pagamento, quella voce da sola non basta. La prendi come base e completi.

Codice (VEN26-…, LOM261-…, ecc.): tienilo per te o per il progettista. Sul preventivo al cliente privato di solito non serve. Al cliente serve cosa fai e quanto paga.

Passo 2 — Quantità vere (le tue, non quelle “medie”)

Qui muore chi copia e incolla.

Misura tu. O rileggi il rilievo. Non inventare i metri dal disegno se puoi metterci il metro.

Poi applica la quantità reale alla voce:

  • 12 m² di pavimento non sono 120 m²: il tempo di setup, spostamenti, finiture, pesano di più al metro.
  • Tre pezzi sparsi in tre stanze ≠ una zona unica.
  • “Circa” sul preventivo diventa lite dopo. Meglio quantità nette + note su come le misuri (al metro netto, al pezzo, a corpo).

Se il prezzario ha norme di misurazione, leggile. Se sul tuo lavoro misuri diverso, scrivilo sul preventivo: così non litighi a fine lavori sul “chi aveva ragione”.

Formula grezza (prima di tutto il resto):

costo base ≈ prezzo unitario voce × quantità vera

Quel numero è solo il punto di partenza. Non è ancora il preventivo.

Passo 3 — Cosa manca (trasferta, sfrido, attese)

Il prezzario “medio” non vede la tua giornata vera. Aggiungi (o togli) a parte quello che manca.

Trasferta / dislocazione Se fai 60–80 km A/R, due ore di macchina al giorno, quel tempo e quel carburante non stanno nel prezzo unitario “in sito”. Mettili: a giornata, a corpo, o come voce “trasferta”.

Sfrido e materiale reale Il prezzario usa materiali “tipo”. Tu compri marca X, spessori diversi, o hai più scarto su tagli e ritagli. Calcola il materiale come lo paghi tu + sfrido realistico.

Attese e tempi morti Cliente che non libera la stanza. Condominio con orari 9–12. Impresa precedente in ritardo. Se lo sospetti, metti una nota o una voce “extra tempo / attese” — o alza il unitario con consapevolezza.

Accessibilità Piano alto senza ascensore, centro storico, porte strette, lavori a pezzi. Tempo in più = costo in più.

Cose spesso fuori voce Smaltimento / discarica, ponteggio, assistenza muraria, ripristini, protezioni, urgenza, lavoro notturno/weekend. Se non è scritto “compreso” nella descrizione, trattalo come non compreso finché non verifichi l’analisi.

Elenco pratico da spuntare prima di chiudere il totale:

  • trasferta
  • smaltimento
  • noli extra (ponteggio, piattaforma, furgone speciale)
  • sfrido / materiale scelto dal cliente
  • accessi / orari ristretti
  • eventuali sottolavorazioni che fai tu e la voce non include

Ogni spunta senza prezzo è un buco nel margine.

Passo 4 — Utile e margine (il tuo, non quello “medio”)

Nel prezzario regionale c’è spesso già una quota di spese generali e utile d’impresa “medi”. Ok per le stime pubbliche. Sul tuo preventivo, decidi tu.

Lavora a due livelli:

  1. Costi veri — manodopera tua (o squadra), materiali, noli, trasferta, scarti, imprevisti ragionevoli.
  2. Utile — quanto vuoi restare dopo quei costi, su quel lavoro.

Se parti dal prezzo voce e ci aggiungi solo pezzi mancanti, controlla di non contare due volte l’utile già “medio” dentro la voce — o, al contrario, di non lasciarlo troppo basso perché “è già incluso”. Sul privato puoi (e spesso devi) ricalcolare da zero i costi e poi mettere il margine che ti serve.

Domande che mi faccio io:

  • Se va tutto liscio, quanto mi resta in tasca?
  • Se va storto un giorno, ancora ci sto dentro?
  • Sto sottocosto solo per “prendere il lavoro”? (Di solito è un regalo al cliente, non una strategia.)

Il numero finale sul preventivo è: costi coperti + utile tuo. Punto. Il prezzario resta l’ancora, non il pilota automatico.

Passo 5 — Come scriverlo al cliente

Il cliente privato non vuole il codice VEN26. Vuole capire cosa gli fai, cosa è incluso, cosa no, quanto paga, in quanto tempo (se lo sai).

Struttura che funziona:

  1. Intestazione — chi sei, per chi, dove, data.
  2. Descrizione lavori — linguaggio normale. “Demolizione pavimento esistente e posa nuovo gres 60×60 in soggiorno e corridoio”, invece di buttare lì solo “voce 05.12…”.
  3. Voci a riga — descrizione, unità, quantità, prezzo unitario, totale riga.
  4. Voci separate per trasferta / smaltimento / noli se servono — così si vede dove vanno i soldi.
  5. Cosa è escluso — una riga onesta vale più di dieci scuse dopo.
  6. Totale, IVA se applicabile, validità dell’offerta (es. 15 o 30 giorni), tempi indicativi, modalità di pagamento se le usi.

Se ti sei ispirato a una voce regionale, sul foglio metti la tua descrizione e il tuo prezzo. Il riferimento ufficiale resta in ufficio, per te.

Tono: diretto, senza romanzo. Il cliente decide più in fretta se legge in due minuti.

Esempio di riga (inventata, solo per forma):

  • Posa pavimento gres (fornitura esclusa), locali A-B — m² — 28 — … — …
  • Smaltimento macerie — a corpo — 1 — … — …
  • Trasferta cantiere (n. 4 giornate) — a corpo — 1 — … — …

Poi totale. Poi “escluso: fornitura materiale a scelta del cliente; opere elettriche; …”.

Errori tipici (quelli che ti costano)

  • Copiare il prezzo grezzo del prezzario e mandarlo così. Manca tutto il resto.
  • Quantità “a occhio”. Poi in cantiere i metri crescono e tu hai già chiuso il prezzo.
  • Ignorare trasferta e attese. Due ore di macchina al giorno mangiano l’utile in silenzio.
  • Sbagliare unità (ml vs m²). Classico, fa male.
  • Non scrivere gli esclusi. Il cliente assume che “è tutto compreso”.
  • Usare un’edizione vecchia. Veneto e Lombardia 2026 sono già pubblicati; Sardegna 2026 anche; sul Lazio verifica la Tariffa ufficiale attuale prima di usarla in gara.
  • Mettere il codice regionale sul foglio al privato senza spiegare il lavoro. Confonde, non rassicura.
  • Margine “dopo” se avanza. L’utile si decide prima, non si spera.

CTA Quoto

Se vuoi passare da voce a preventivo senza perdere mezza sera sul foglio, su Quoto puoi farlo da qui: preventivo gratis.

Se cerchi un software o un’app per fare tu i preventivi (da cantiere o da ufficio), c’è la pagina hub: https://quotoai.app/software-preventivi — e per provarlo subito senza account: https://quotoai.app/preventivo/gratis.

Metti le voci, le quantità, i pezzi che di solito dimentichi, e ti esce un preventivo da mandare al cliente. Il prezzario resta la fonte; il foglio che spedisci è il tuo.

Hai foto, misure o un vocale del lavoro? Fai uscire il PDF e mandalo — anche su WhatsApp.

Fonti (URL verificati)

Stesse fonti istituzionali del pezzo su come leggere il prezzario (controllate settembre 2026). Scarica solo da qui, non da riassunti commerciali.

  1. Regione del Veneto — Prezzario regionale on-line 2026 (DGR n. 486 del 09/06/2026, in vigore dal 1° luglio 2026): https://www.regione.veneto.it/web/lavori-pubblici/prezzario-regionale
  2. Regione del Veneto — Consultazione dinamica Prezzario: https://prezziario.regione.veneto.it/
  3. Regione Lazio — Tariffa dei prezzi (Lavori Pubblici), Edizione 2023 (DGR 101/2023; proroga DGR 503/2024); alla verifica di settembre 2026 la pagina ufficiale pubblica ancora questa edizione: https://www.regione.lazio.it/cittadini/lavori-pubblici-infrastrutture/tariffa-prezzi-lavori-pubblici
  4. Regione Lombardia — Prezzario regionale dei lavori pubblici 2026 (D.G.R. XII/6071 del 27/04/2026): https://www.regione.lombardia.it/infrastrutture-trasporti-e-mobilita/opere-pubbliche/prezzario-regionale-dei-lavori-pubblici/ser-prezzario-infr
  5. Regione Lombardia — Piattaforma digitale Prezzario: https://www.prezzario.regione.lombardia.it/
  6. Regione Autonoma della Sardegna — Prezzario dei Lavori Pubblici 2026 (DGR n. 32/68 del 24/06/2026): https://www.regione.sardegna.it/atti-bandi-archivi/atti-amministrativi/prezzari-e-tariffari/prezzario-dei-lavori-pubblici
  7. Regione Autonoma della Sardegna — Consultazione digitale Prezzario: https://prezzario.regione.sardegna.it/

Domande frequenti

Come si fa un preventivo partendo dal prezzario regionale?

Scegli la voce giusta, applica le quantità vere del cantiere, aggiungi ciò che manca (trasferta, sfrido, smaltimento, attese), decidi il tuo utile, poi scrivi al cliente in linguaggio chiaro con inclusivi ed esclusi.

Perché non posso copiare il prezzo del prezzario sul preventivo?

Perché è un prezzo medio per opere pubbliche in condizioni medie. Sul tuo lavoro mancano spesso trasferta, accessi, quantità piccole, materiale reale, tempi morti. Copiare il grezzo è il modo più veloce per lavorare sottocosto.

Devo mettere il codice voce (VEN26, LOM261…) sul preventivo al cliente?

Di solito no, sul privato. Tienilo per te o per il progettista. Al cliente servi descrizione del lavoro, quantità, prezzo, cosa è escluso.

Cosa metto oltre al prezzo unitario della voce?

Trasferta, smaltimento, noli extra, sfrido/materiale scelto, difficoltà di accesso, eventuali attese. E il margine che vuoi guadagnare tu.

Il preventivo deve seguire lo stesso schema del prezzario?

No. Il prezzario è uno strumento di stima ufficiale. Il preventivo è il tuo accordo col cliente: voci leggibili, totali chiari, validità, esclusi.

Dove trovo i prezzari ufficiali da cui partire?

Dai siti regionali (link in fonti sotto): Veneto, Lombardia, Sardegna hanno edizioni 2026; Lazio pubblica la Tariffa ufficiale sulla pagina Lavori Pubblici — ricontrolla sempre l’ultima delibera prima di usarla in appalto.

Posso usare Quoto solo per il preventivo finale?

Sì. Parti dalle voci e dai numeri che hai già in testa (anche ispirati al prezzario) e chiudi il preventivo da mandare: preventivo gratis (https://quotoai.app/preventivo/gratis).

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